Rischio valanga democratica: repubblicani in rotta ?

Democratic presidential candidate Sen. Barack Obama, D-Ill. addresses supporters in rain at a rally in Chester, Pa., Tuesday, Oct. 28, 2008. (AP Photo/Jae C. Hong)
Democratic presidential candidate Sen. Barack Obama, D-Ill. addresses supporters in rain at a rally in Chester, Pa., Tuesday, Oct. 28, 2008. (AP Photo/Jae C. Hong)

Screzi in casa repubblicana: la Palin in contrasto con lo staff di McCain

Anthony M. Quattrone

A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali del 4 novembre, i sondaggi indicano che il senatore democratico dell’Illinois, Barack Obama, ha consolidato il suo vantaggio sul senatore repubblicano dell’Arizona, John McCain, sia nel voto popolare nazionale, sia per quanto riguarda il conto dei super elettori.  Secondo gli ultimi sondaggi, Obama conduce per almeno cinque punti percentuali nel voto popolare, mentre è molto più ampio il vantaggio di cui godrebbe nel conto dei super elettori, dove potrebbe addirittura raggiungere la quota di 375 voti, contro i 163 che andrebbero a McCain.

Le buone notizie che arrivano dai sondaggi potrebbero causare un abbassamento della guardia da parte dei sostenitori di Obama.  Ed è proprio per questo che la campagna del senatore afro americano sta intensificando gli impegni programmati per la settima che manca al voto.  Nelle ultime ore, personalità democratiche, dall’ex presidente Jimmy Carter, fino alla rivale di Obama durante le recenti primarie, la senatrice di New York, Hillary Clinton, stanno inviando messaggi di posta elettronica chiedendo ai simpatizzanti e attivisti democratici di impegnarsi fino al momento del voto, per portare alle urne il maggior numero possibile di elettori.  L’ultima posta elettronica della campagna democratica invita i sostenitori a chiedere per il 4 novembre un giorno di ferie al proprio datore di lavoro o un permesso al proprio professore per lavorare con il partito democratico per portare alle urne il maggior numero possibile di elettori.

L’aria pesante che circola negli ambienti repubblicani sembrerebbe confermare la preoccupazione che i democratici potrebbero conquistare non solo la Casa Bianca, ma ottenere anche un plebiscito al Congresso, dove quest’anno si rinnova l’intera Camera e un terzo del Senato. Al Senato, i democratici potrebbero salire da 51 a 57 senatori, e i repubblicani potrebbero scendere da 49 a 43, mentre alla Camera il partito di Obama potrebbe riconfermare l’ampia maggioranza che ha conquistato nelle elezioni del 2006.  I giornali, le radio, e le televisioni legate alla destra repubblicana hanno iniziato una forte campagna per sensibilizzare gli elettori conservatori sull’importanza di recarsi alle urne per bloccare un’eventuale valanga democratica.  Leggi tutto l’articolo

Usa, stanotte a Nashville McCain tenta la rimonta

Anthony M. Quattrone

Si terrà stanotte presso la Belmont University, a Nashville, in Tennessee, il secondo dibattito presidenziale fra il candidato repubblicano, il senatore dell’Illinois, John McCain, ed il candidato democratico, il senatore dell’Illinois, Barack Obama. Il formato scelto per questo dibattito, che sarà trasmesso in diretta sia dalla Cnn, sia da SkyTg24, alle 3 di questa notte, sarà quello del “town hall meeting”, dove, oltre ad una serie di domande che saranno fatte dai conduttori della serata, sarà data al pubblico presente in sala, composto di elettori che non hanno ancora deciso per chi voteranno il prossimo novembre, l’opportunità di rivolgere domande direttamente ai due candidati.

La difficile congiuntura economica che attanaglia la finanza americana, la volata in alto del candidato democratico nei sondaggi nazionali, e l’incattivimento della propaganda elettorale, con sempre più attacchi personali e diffusione di dati falsi o poco attendibili, fanno da cornice all’incontro/scontro fra McCain e Obama.

Secondo i maggiori sondaggi americani, Obama conduce su McCain nelle preferenze degli elettori a livello nazionale ed anche in molti degli stati cosiddetti “ballerini”, e potrebbe portarsi a casa ben 353 voti elettorali, superando ampiamente la quota di 270, necessari per vincere le elezioni. Secondo i sondaggi pubblicati domenica dalla Gallup e dalla Rasmussen, Obama conduce per sette punti contro McCain nei sondaggi nazionali. La Gallup ha misurato una preferenza del 50 a 43 percento a favore di Obama fra gli elettori iscritti alle liste elettorali, mentre la Rasmussen ha registrato una preferenza di 51 a 44 percento a favore di Obama fra coloro che più probabilmente andranno a votare il prossimo 4 novembre. I rilevamenti della Gallup e della Rasmussen concordano con tutti i sondaggi nazionali che sono stati pubblicati dal 29 settembre. Leggi tutto l’articolo!

McCain avanti nei sondaggi, Obama nei voti elettorali

Democratic presidential candidate Sen. Barack Obama, D-Ill. speaks during a rally in Manchester, N.H., Saturday, Sept. 13, 2008. (AP Photo/Chris Carlson)
Democratic presidential candidate Sen. Barack Obama, D-Ill. speaks during a rally in Manchester, N.H., Saturday, Sept. 13, 2008. (AP Photo/Chris Carlson)

Anthony M. Quattrone

I sondaggi nazionali per le presidenziali Usa del prossimo novembre, pubblicati il 10 settembre, hanno sancito il sorpasso da parte del candidato repubblicano, il senatore dell’Arizona, John McCain, nei confronti del candidato democratico, il senatore dell’Illinois, Barack Obama.  Il rilevamento del Gallup Tracking indica McCain in vantaggio su Obama per 48 a 44 percento; quello della Fox News segna il candidato repubblicano in vantaggio per 45 a 42; mentre il sondaggio del Rasmussen Tracking mostra un pareggio al 48 percento.  Per alcuni analisti, la forte impennata di McCain nei sondaggi va attribuita sia all’entusiasmo generato dallo svolgimento della Convention Repubblicana, terminata il 4 settembre a Minneapolis-St. Paul, Minnesota, sia dalla nomina della governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, come candidata alla vice presidenza sul ticket repubblicano.

Secondo Bob Beckel, un analista della FOX News, il balzo in avanti di McCain potrebbe essere spiegato dall’effetto sorpresa della nomination della Palin, vista di buon occhio dalla destra religiosa, e dall’entusiasmo generato nel periodo post convention.  Beckel nota, tuttavia, che l’entusiasmo attorno alla Palin potrebbe dissiparsi in brevissimo tempo perché “in politica, la sovraesposizione mediatica causa una perdita di freschezza del prodotto politico, e così sarà anche per la Palin”, la quale potrebbe aver toccato il massimo dei consensi durante l’ultima settimana, e sarebbe, pertanto, destinata ad un ridimensionamento.  Il giornalista della Fox News fa notare che il tentativo da parte dell’organizzazione elettorale di McCain di tenere i giornalisti lontani dalla Palin non potrà durare a lungo, e quando la stampa comincerà ad esercitare il suo mestiere investigativo fino in fondo, la candidata alla vice presidenza dovrà rispondere a numerose domande potenzialmente imbarazzanti.

Republican presidential nominee Senator John McCain arrives to accept the Republican presidential nomination at the 2008 Republican National Convention in St. Paul, Minnesota September 4, 2008. (Shannon Stapleton/Reuters)
Republican presidential nominee Senator John McCain arrives to accept the Republican presidential nomination at the 2008 Republican National Convention in St. Paul, Minnesota September 4, 2008. (Shannon Stapleton/Reuters)

Secondo Timothy J. Burgher e Tony Hopfinger di Bloomberg News, la governatrice, presentata dai repubblicani come una riformatrice impegnata in una battaglia per il buon governo e indenne dall’influenza delle lobby, sarà chiamata a spiegare alcune assunzioni nella sua amministrazione in Alaska, accuse d’abuso di potere nei confronti di un ex cognato, ed accuse riguardanti alcuni suoi affari economici.

Mentre la stampa si prepara a mettere sotto i riflettori la governatrice dell’Alaska, l’attenzione degli strateghi dei due partiti si concentra ora su dati statistici e demografici nei diversi stati.  Il sistema elettorale americano prevede, in generale, che il candidato che ottiene la maggioranza dei voti popolari in uno stato si aggiudica tutti i voti elettorali assegnati a quello stato.  I voti elettorali sono assegnati in base al numero dei cittadini residenti in quello stato alla data dell’ultimo censimento.  Il candidato che raggiunge 270 dei 538 voti elettorali in palio, diventa presidente. Leggi tutto l’articolo!

L’uragano Palin si “abbatte” sulle presidenziali Usa

Republican presidential candidate John McCain and his running mate Sarah Palin celebrate on stage at the end of the Republican National Convention in St Paul, Minnesota on September 4.  (AFP/Robyn Beck)
Republican presidential candidate John McCain and his running mate Sarah Palin celebrate on stage at the end of the Republican National Convention in St Paul, Minnesota on September 4. (AFP/Robyn Beck)

Anthony M. Quattrone

Ora che le Convention dei due partiti si sono concluse, l’attenzione degli esperti e dei sondaggisti USA si concentrano sui quei fattori che potrebbero influenzare in modo decisivo come voteranno gli americani alle presidenziali del prossimo novembre.  L’entusiasmante prova del candidato democratico, il senatore dell’Illinois, Barack Obama, durante la Convention democratica che si è svolta durante l’ultima settimana di agosto, è stata ampiamente pareggiata dall’altrettanta brillante performance del “ticket” repubblicano, composto dal candidato presidente, il senatore dell’Arizona, John McCain, e dalla candidata alla vicepresidenza, la governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, durante la Convention repubblicana che si è tenuta nella prima settimana di settembre. I discorsi dei due candidati repubblicani sono stati seguiti da oltre 38 milioni di ascoltatori a testa.  Secondo un sondaggio della Rasmussen Reports pubblicato il 5 settembre 2008, l’entusiasmo per la Palin ha addirittura messo in secondo piano, almeno per il momento, sia Obama, sia McCain, registrando per la governatrice dell’Alaska un giudizio favorevole del 58 percento degli intervistati, contro il 57 percento sia per Obama, sia per McCain, seguiti dal 48 percento per il senatore del Delaware, Joe Biden, il candidato democratico alla vicepresidenza.

E’ ancora troppo presto per valutare se la scelta della governatrice Palin, come candidata alla vice presidenza, da parte di McCain servirà per garantire a quest’ultimo l’appoggio della destra religiosa.  La Palin ha certamente a suo favore l’immagine di donna forte e ispirata dal credo dei cristiani evangelici americani, come è descritta da Kirk Johnson And Kim Severson in un articolo del New York Times intitolato “Nella vita e nella politica della Palin, l’obiettivo è di seguire la volontà di Dio”. La Palin abbraccia un credo che unisce la lotta contro l’aborto e al matrimonio gay, con il diritto di portare un’arma per cacciare e per difendersi, l’uso estensivo della pena di morte, e l’interpretazione letterale della Bibbia  Mentre il carisma della Palin potrà forse servire a McCain per portare alle urne una parte dei 30 milioni di evangelici che tradizionalmente votano repubblicano, ma che non hanno particolari simpatie per lui, a causa di alcune sue posizioni liberali sui temi sociali, non è certo che l’immagine di cacciatrice e forte sostenitrice della pena di morte, e di ex cattolica, sia in linea con le intenzioni di voto di milioni di cattolici e delle donne in generale. Leggi tutto l’articolo!