
Anthony M. Quattrone
Un anno fa il Congresso americano, a maggioranza democratica, approvava il piano di stimoli per l’economia americana chiesto dal presidente Barack Obama. Ad un anno di distanza, non è ancora certo quanto abbia inciso il piano nell’impedire che la recessione economica sprofondasse in una depressione pari solo alla catastrofe seguita dal crack del 1929. Il presidente Obama sostiene che l’intervento dello scorso anno abbia salvato l’economia americana, rimettendola sul binario che conduce verso risoluzione della crisi. I repubblicani sono del parere opposto, indicando che il denaro pubblico è stato sperperato in progetti inutili, aumentando notevolmente il debito a carico dei contribuenti di oggi e delle future generazioni. Il 17 febbraio 2009, Obama approvò la “American Recovery and Reinvestment Act”, per un valore di 787 miliardi di dollari, dando il via ad un massiccio intervento da parte del governo federale nell’economia americana. Il valore complessivo dell’intervento ha raggiunto quota 862 miliardi con le misure aggiuntive approvate in seguito. Ad oggi, tuttavia, solo un terzo della cifra approvata è stata effettivamente spesa.
L’anno scorso, Obama avrebbe voluto che il Congresso approvasse una serie di misure condivise dai due schieramenti politici. La principale differenza fra repubblicani e democratici verteva sull’incidenza della tassazione nello stimolo dell’economia. Per i repubblicani, era preferibile ridurre in modo sostanziale le tasse per stimolare l’economia, piuttosto che aumentare la spesa pubblica; mentre per i democratici la riduzione delle tasse poteva essere solo una delle varie parti del pacchetto di misure. Alla fine, la maggioranza democratica ha approvato, senza ottenere il sostegno di nessun deputato e senatore repubblicano, una serie di misure che comprendevano finanziamenti agli Stati dell’Unione, investimenti nei settori dell’energia, dell’educazione scolastica, e delle infrastrutture, speciali interventi a sostegno degli ammortizzatori sociali, oltre alla riduzione delle tasse per 288 miliardi di dollari sia per i cittadini, sia per le imprese. Anche se la riduzione delle tasse è pari al 36 per cento dell’intero pacchetto di misure, i democratici non sono riusciti ad ottenere il sostegno dei repubblicani. Nel recente discorso sullo Stato dell’Unione, Obama ha voluto ricordare ai repubblicani che lui ha ridotto le tasse attraverso il pacchetto di misure approvate lo scorso febbraio, venendo incontro alle richieste dei conservatori, ma, per motivi puramente politici, nessun repubblicano ha mai riconosciuto quest’aspetto dell’intervento presidenziale. Leggi tutto l’articolo