Obama in testa anche fra i superdelegati

Ieri si è votato nel West Virginia

Anthony M. Quattrone

Ieri si sono svolte le primarie democratiche in West Virginia, e, mentre il giornale va in stampa, si stanno concludendo le operazioni post voto, per assegnare i 28 delegati in palio.  Se le previsioni sono rispettate, la senatrice di New York, Hillary Clinton, dovrebbe aver vinto il West Virginia con un ampio margine.

I risultati delle consultazioni in questo piccolo stato di tradizione conservatrice, tuttavia, non avranno alcun effetto sulla traiettoria che ormai si sta consolidando a favore del senatore dell’Illinois, Barack Obama, il quale, domenica 11 maggio, ha superato l’ex first lady anche nel numero di superdelegati, confermando l’inversione di tendenza fra questi ultimi, che, fino a poche settimane fa, erano schierati in maggioranza a favore dell’ex first lady. Leggi tutto l’articolo!

Obama vince nel Wyoming.


Anche Bill Clinton per l’accoppiata Hillary-Barack a novembre.

ANTHONY M. QUATTRONE

Il senatore dell’Illinois, Barack Obama, ha vinto i caucus del Wyoming svolti ieri, sconfiggendo la senatrice di New York, Hillary Clinton, per 61,4 a 37,8 percento, aggiudicandosi 7 dei 12 delegati in palio. La vittoria di Obama nel Wyoming era largamente attesa, e non cambia di molto la situazione nella distribuzione dei delegati assegnati, fino ad ora, ai due candidati democratici. Secondo Real Clear Politics, nel conto totale dei delegati vinti attraverso le consultazioni popolari e dei super delegati che si sono già schierati, Obama conduce con totale di 1.588 (fra cui 1.378 delegati e 210 superdelegati), contro 1.465 (fra cui 1.223 delegati e 242 superdelegati) per la Clinton. Leggi tutto l’articolo!

Gli ultra conservatori preparano un film contro Barack Obama.

Anthony M. Quattrone

Il giornalista Leslie Wayne avverte, in un articolo pubblicato sul New York Times dell’8 febbraio, che un gruppo conservatore americano, Citizens United, è al lavoro per produrre un film contro il senatore dell’Illinois, Barack Obama. Il gruppo, che già ha prodotto diversi film, fra cui uno contro la senatrice di New York, Hillary Clinton, è diretto da David N. Bossie, l’ex investigatore per la commissione parlamentare sullo scandalo Whitewater, che coinvolse il presidente Bill Clinton e sua moglie Hillary, su presunti illeciti riguardanti i finanziamenti per la campagna elettorale di Bill. Bossie è stato additato da entrambi i repubblicani e i democratici come un “manipolatore” dell’informazione, tanto da indurre il presidente della Camera nel 1998, il repubblicano Newt Gingrich, a sollecitare la sua rimozione dalla commissione d’inchiesta Whitewater. Leggi tutto l’articolo!

Bill Clinton: “I neri per Obama, le donne per Hillary”

ANTHONY M. QUATTRONE

“I neri voteranno per Barack Obama e le donne voteranno per Hillary Clinton” ha dichiarato all’Associated Press il 23 gennaio l’ex presidente americano Bill Clinton, prevedendo “una dinamica che potrebbe portare alla sconfitta di Hillary nelle primarie democratiche di sabato prossimo in Sud Carolina”.  Per Bill Clinton, “votare in base alla razza o al sesso del candidato è comprensibile perchè le persone sono fiere, quando qualcuno con cui si identificano emerge per la prima volta”.

Nel frattempo, la campagna elettorale della senatrice Clinton ha alzato il livello dello scontro nei confronti del senatore Obama, trasmettendo una serie di annunci radio nel Sud Carolina in cui si fa largo uso di una dichiarazione in cui quest’ultimo elogiava i repubblicani.  Obama aveva, infatti, dichiarato durante un dibattito televisivo lo scorso lunedì, che “sarebbe corretto dire che i repubblicani sono stati il partito delle idee per un lungo periodo di tempo negli ultimi 10, 15 anni, nel senso che sfidavano la saggezza convenzionale”.

Negli annunci radio, la campagna della Clinton usa la dichiarazione di Obama, fuori del contesto in cui è stata fatta, facendo dichiarare all’annunciatore che “Hillary Clinton crede che queste elezioni riguardano la necessità di rimpiazzare le idee disastrose dei repubblicani, con idee nuove, come quelle che servono per riavviare l’economia”.

La dichiarazione di Obama, invece, seguiva un ragionamento storico in cui faceva notare che il partito o il candidato che ha rappresentato qualcosa di nuovo, creava le condizioni per il cambiamento come, quando, secondo Obama, il presidente democratico John F. Kennedy cambiò la direzione in cui andava il paese.  In breve, durante il dibattito Obama aveva invitato il partito democratico a non lasciare ai repubblicani la leadership del cambiamento, rimanendo ancorato a vecchie idee e vecchi temi.

I sostenitori di Obama nel Sud Carolina, capeggiati dall’ex governatore dello stato, Jim Hodges, hanno immediatamente reagito agli attacchi della campagna della Clinton.  Per Hodges, “sembrerebbe che i partigiani della Clinton vogliono vincere a qualsiasi costo”.  Già pochi giorni fa, il senatore Ted Kennedy aveva avvertito che certi attacchi personali fra i candidati democratici potevano creare insanabili divisioni nel partito che avrebbero sicuramente favorito i repubblicani nelle elezioni di novembre.

La preoccupazione di Bill Clinton per l’andamento delle primarie nel Sud Carolina è giustificato in base ai risultati dei sondaggi condotti negli ultimi giorni, i quali indicano circa12 punti di vantaggio di Barack Obama sull’ex first lady.  La robustezza dell’elettorato nero nel Sud Carolina dovrebbe scongiurare che i sondaggi incappino nello stesso errore in cui sono incorsi nel New Hampshire poche settimane fa, quando erroneamente predissero la vittoria di Obama.  In quella circostanza, gli elettori neri erano una minoranza, mentre nel Sud Carolina dovrebbero essere almeno la metà di tutti i democratici che si presenteranno alle urne il 26 gennaio.

La rosa dei candidati democratici si è ulteriormente assottigliata con il ritiro del deputato dell’Ohio, Dennis Kucinich, il quale annuncerà ufficialmente l’abbandono nel corso della giornata del 25 gennaio.  Sono rimasti in gara per i democratici solo quattro candidati: Hillary Clinton, Barack Obama, l’ex senatore del Nord Carolina, John Edwards, e l’ex senatore dell’Alaska, Mike Gravel.
Nell’ultimo sondaggio nazionale condotto fra il 18 e il 22 gennaio per Los Angeles Times/Bloomberg, il vantaggio di Hillary Clinton si è ulteriormente assottigliato.  La Clinton registra il 42 percento dei consensi, contro il 33 per Obama e 11 per Edwards, 1 per Kucinich, mentre gli indecisi sono circa 13 percento.

Pubblicato su Agenzia Radicale il 25 gennaio 2008.