Mentre Romney annaspa, Obama lancia l’attacco

Divulgato in rete il video-documentario “La strada che abbiamo percorso”

Anthony M. Quattrone

Il titolo più rincorrente che accompagna le analisi e gli articoli sulle primarie repubblicane del 2012 è “Romney vince ma non sfonda”, oppure “Romney vince ma non convince”.  L’ex governatore del Massachussets, Mitt Romney, ha un saldo vantaggio sugli altri tre contendenti ancora rimasti in gara, eppure non riesce a conquistare il gradimento della maggioranza dell’elettorato repubblicano.  A destra si sente la mancanza di un personaggio carismatico che possa competere seriamente contro Barack Obama nelle presidenziali Usa del prossimo novembre.  Dopo trentuno competizioni per le primarie, Romney ha conquistato 516 dei 1.144 delegati che servono per vincere la nomination durante la Convention Repubblicana del 27 agosto 2012 a Tampa, in Florida, contro 236 per l’ex senatore della Pennsylvania, Rick Santorum, 141 per l’ex presidente della Camera americana, Newt Gingrich, e 66 per il deputato del Texas, Ron Paul.  Facendo la somma dei delegati, Romney batte gli altri per 516 a 433, mentre se si calcola il voto popolare, Romney è in grande difficoltà.  Fino ad ora, Romney ha ottenuto 3.584.782 voti contro 5.518.768 espressi per gli altri tre candidati.  Anche nei sondaggi per la nomination, Romney non riesce a sfondare. L’ex governatore del Massachusetts ha 35,1 percento, contro 29,3 per Santorum, 14,3 per Gingrich e 11,1 per Ron Paul.

Intano, dai sondaggi è palese che Romney è l’unico candidato repubblicano che possa competere con Obama.  La media dei sondaggi svolti la scorsa settimana rileva Obama in vantaggio su Romney per 48,4 a 43,8 percento.  Obama è in vantaggio su Santorum per 50,5 a 41,9 percento, su Gingrich per 51,3 a 37,5 percento e su Ron Paul per 46,6 a 39,4 percento.

Gli analisti e gli strateghi democratici e repubblicani utilizzano tre dati per tentare di capire come andranno le elezioni del prossimo novembre.  Questi sono gli indici di popolarità del presidente Obama, il tasso di disoccupazione, e la fiducia dei consumatori.  La media dei sondaggi condotti durante la settimana scorsa mostra una certa stabilità del consenso degli americani nei confronti di Obama con 47,1 percento a favore e 46,9 contrari.  E’ più preoccupante l’indice che rileva la fiducia degli americani riguardo la direzione del Paese, con solo 31,3 percento che pensa che il Paese vada nella direzione giusta e 61,3 percento che pensa di no.  Obama, tuttavia, rimane più popolare degli eletti al Congresso a maggioranza repubblicana, i quali, complessivamente hanno un gradimento di solo 11,3 percento.

Il tasso di disoccupazione in America per febbraio 2012 è rimasto inalterato a 8,3 percento, pari al mese precedente, ma con l’aggiunta di ben 227 mila posti di lavoro.  Secondo un rapporto pubblicato dal ministero del lavoro, è il terzo mese di fila che sono stati creati oltre 200mila posti di lavoro.  Se la tendenza continuasse, Obama potrebbe trovarsi entro la fine dell’estate con l’aggiunta di quasi un milione di posti di lavoro, che inciderebbe non poco sulle elezioni di novembre.

La fiducia dei consumatori Usa, misurata dall’University of Michigan, è leggermente sotto le attese degli specialisti, attestandosi a 74,3 punti invece di 76, forse a causa della preoccupazione degli americani che il prezzo della benzina possa avvicinarsi sempre di più a $5 al gallone (pari a circa un euro al litro).  L’indice che misura l’opinione degli intervistati rispetto alla loro situazione finanziaria al momento dell’intervista, la loro opinione sullo stato dell’economia a breve, e la loro opinione sullo stato dell’economia a lungo termine, è tarato su quota 100 stabilita nel 1964 ed è calcolato attraverso le interviste telefoniche fatte a un campione di 500 persone.  Anche se l’indice è più basso di quanto previsto, non è necessariamente sfavorevole a Obama, se confrontato ai risultati degli ultimi mesi, con il suo progressivo innalzamento rispetto al punto più basso raggiunto lo scorso agosto, quando scese a 55,7.

Il management della campagna elettorale di Obama, approfittando del momento favorevole per il presidente, ha divulgato in rete il 15 marzo 2012 un video- documentario di poco più di un quarto d’ora, che s’intitola “The Road We’ve Traveled” (“La strada che abbiamo percorso”), girato dal vincitore dell’Oscar, Davis Guggenheim, e narrato da Tom Hanks, in cui sono riassunti tutti i momenti più importanti dei primi tre anni della presidenza Obama e le maggiori decisioni che il Presidente ha dovuto prendere.  Il video, su youtube, è stato già visto da oltre 1,2 milioni di persone.

Pubblicato da “Il Denaro” il 21 marzo 2012.

Pubblicato da

Anthony M. Quattrone, Ph.D.

This blog is managed by Anthony M. Quattrone, Ph.D. Dr. Quattrone holds a Bachelor of Arts from the University of Maryland, a Master of Education from Boston University, and a Ph.D. in Applied Management and Decision Sciences from Walden University. Dr. Quattrone has worked in Naples for the past 35 years in the management of international education programs and in the management of human resources for a major international organization. Dr. Quattrone, a native New Yorker, has written several hundred articles for the Italian media regarding both local and international politics.

1 commento su “Mentre Romney annaspa, Obama lancia l’attacco”

  1. E’ una bellissima iniziativa (articolo compreso). Peccato che non potrà risultare utile ai politici puteolani (mi perdoni il Presidente Obama per l’irriguardoso accostamento) in quanto dovrebbero riferire il NULLA ( Rione Terra docet !) o giustificare i cambi di casacca. Bravo Tony. Complimenti. Ciro Di Francia

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