
Obama agli americani: “Uniti per trovare la soluzione alla crisi economica”
Marco Maniaci
La più affascinante sfida politica della storia americana è appena cominciata, ma quello che attende l’ormai ex senatore dell’Illinois è di quanto più arduo ci possa essere. “Uniti per trovare la soluzione alla crisi economica”, sono queste le parole che ha usato Barack Obama nel suo primo discorso radiofonico dopo aver vinto le elezioni presidenziali Usa. Considerata la situazione, il futuro inquilino della Casa Bianca è costretto a dare priorità alla situazione economica attuale e alla crisi finanziaria. Probabilmente, solo dopo la grande crisi del ’29 e la conseguente “grande depressione”, un presidente appena eletto aveva sulle proprie spalle un peso come quello che in pratica ora attanaglia Obama: il peso di risollevare l’economia e la finanza della più grande superpotenza mondiale, dai cui destini dipendono, per ora, il futuro del mondo e soprattutto dell’Occidente.
Dalle prime indicazioni, sembra che Obama, per risollevare l’America dalla crisi, utilizzerà una ricetta a base di politiche fiscali espansive, almeno per quello che riguarda la politica interna. E’ probabile che il nuovo presidente annuncerà uno stimolo fiscale, così come probabilmente avrebbe fatto anche McCain se avesse vinto. Chiaramente, l’elezione di un democratico ha dato forza a coloro che intendono uscire dalla crisi e dalla conseguente recessione con un forte intervento da parte dello Stato attraverso incentivi fiscali e l’aumento della spesa pubblica. In particolare, gli osservatori americani si aspettano che il nuovo Presidente si concentri sul problema dei mutui e del crollo del mercato immobiliare, che coinvolge milioni di americani del ceto medio. Infatti, è stato già predisposto dal governo Bush un fondo anti-pignoramento per circa 10 miliardi di dollari e altri sgravi a favore delle famiglie della classe media, e la nuova amministrazione sarà chiamata ad ampliare le misure a favore del ceto medio. Le banche che hanno avuto o avranno aiuti pubblici saranno chiamati a rinegoziare i mutui con i clienti insolventi.
Il presidente eletto prevede anche grandi aiuti alle imprese sotto forma di incentivi. I consulenti di Obama prevedono tagli fiscali immediati per circa 65 miliardi di dollari e un aumento della spesa per 135 miliardi. La nuova amministrazione dovrà tenere in considerazione, però, anche il forte aiuto dato dal Presidente uscente Bush, con il piano di salvataggio da 700 miliardi dollari, approvato dal Congresso a maggioranza democratica, che pesa già come un macigno sul debito pubblico statunitense. Leggi tutto l’articolo